I CASSONETTI IN PIAZZA ERBE

Sul funzionamento dell'Amia bisogna metterci le mani. Non entriamo nel merito degli assetti e delle questioni societarie. Ci limitiamo a delle semplici constatazioni da utenti o più banalmente da chi frequenta le strade di Verona come abitante o come turista. Non entriamo nemmeno nel merito del grande tema dello smaltimento dei rifiuti, che forse meriterebbe un aggiornamento alle attuali tecnologie possibili, visto anche che la raccolta differenziata è ferma a circa il 50%. Ci accontentiamo di volare basso, prendendo considerazione quelle piccole  cose che però incidono sulla qualità della vita nella nostra città e sull'immagine che essa dà di sé ai non pochi turisti che vengono a visitarla. Prendiamo la collocazione dei cassonetti in centro. In pieno centro storico, dove affluiscono i visitatori, gli ospiti di Verona. Prendiamo ad esempio piazza Erbe, una delle piazze più belle della città. Vi sembra possibile, logico, decoroso che sotto la torre del Gardello, fra questa e lo splendido Palazzo Maffei, nel vicolo che porta in piazzetta Monte vi sia la deturpante presenza di orribili cassonetti che è visibile nella foto che pubblichiamo qui accanto? Passi l'obbrobrio dell'edicola: in un momento di crisi non è il caso di andare a mettere in discussione un posto di lavoro per dei veronesi. Ma quei cassonetti? Che cosa ci stanno a fare lì? E' consono l'immagine della città che chi fotografa la piazza come testimonianza, come ricordo della bellezza di Verona si porti a casa anche l'immagine dei cassonetti verdastri dell'Amia, magari debordanti d'immondizia? A chi è venuta la brillante idea di collocarli proprio lì? Ammesso e non concesso che proprio non se ne possa fare a meno; ammesso e non concesso che al  mondo non esista alcun metodo migliore di raccolta dei rifiuti nelle zone centrali e di alto valore monumentale, non si potrebbero spostare in luogo più consono e meno deturpante il paesaggio urbano della città?
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