IKEA: NO DEFINITIVO

Il sindaco Sboarina ha messo la parola fine alla vicenda Ikea che si trascinava ormai dal 2014, quando l'amministrazione Tosi aveva fatto balneari progetto dell'apertura di un grande market della casa svedese prima nell'area ex-Biasi e poi alla Marangona, di proprietà del Consorzio Zai.  Insediamento irrealizzabile fin dall'inizio per il semplice fatto che era incompatibile con la normativa regionale in vigore. Pochi sanno che ormai da alcuni anni la società svedese Ikea non costruisce più direttamente i propri punti vendita, ma attraverso intermediari che costruiscono centri commerciali. Era perciò impossibile pensare di avere solo un "Ikea" senza annesso centro commerciale. Quello che app to sarebbe avvenuto a Verona. Il progetto, infatti, prevedeva fin dall’inizio la realizzazione di un maxi centro commerciale di 120 mila metri quadri, praticamente tre volte l’attuale Adigeo, a ridosso della città, occupato solo per 40 mila metri quadri dallo store Ikea e per altri 80 mila metri quadri da negozi e attività commerciali. L’impossibilità di realizzare l’opera è stabilita dalle seguenti leggi regionali: il piano d’area del Quadrante Europa (PAQE) che interessa 22 comuni del veronese; la legge sul commercio 50 del 2012, che prevede lo sviluppo di grandi interventi solo nel caso di riqualificazione di aree dismesse; la legge 14 del 2017 per il contenimento del consumo di suolo; la legge 45 del 2017 sull’urbanistica, che rende obbligatoria una pianificazione coordinata tra il comune interessato a realizzare l’intervento, se superiore agli 8 mila metri quadri, e i comuni confinanti (PATI). Continuare ad alimentare l'idea che l'Itera avrebbe potuto costruire un suo punto vendita nella nostra città significava raccontare una cosa impossibile da realizzarsi per le leggirtegionali. Se a ciò s'aggiunge l'impegno preso al momento della campagna elettorale da parte dell'amministrazione attuale di limitare l'ulteriore costruzione di altri centri commerciali su territorio comunale si capisce molto bene come la decisione di mettere la parola fine al progetto Ikea sia un atto di onestà nei confronti dei cittadini.  
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