CHI E’ LORENZO FONTANA

Non capita tutti i giorni di avere ministro un concittadino. Che Lorenzo Fontana diventasse ministro qualora la Lega fosse andata al governo. E' uno dei due vice-segretari federali -assieme a Giancarlo Giorgetti, altro pezzo da novanta del Carroccio- e a Verona è l'uomo di fiducia di Salvini e quindi il capo politico. E' stato lui che lo scorso anno ha dato l'ok di via Bellerio alla candidatura di Federico Sboarina a sindaco ed è quindi anche uno degli artefici della vittoria del centrodestra. E' tutt'ora deputato europeo, anche se c'è da immaginarsi che, dato l'alto incarico nell'esecutivo cui è stato chiamato, opterà per il Parlamento nazionale, anche se non esiste un'incompatibilità per legge. Come non esiste incompatibilità formale per il suo ruolo di vice-sindaco a palazzo Barbieri, che comunque ha già fatto sapere abbandonerà. Leghista da sempre, Fontana è, per quel che possono ancora valere tali categorie, un uomo di destra. Cattolico convinto si è sempre espresso e battuto in favore dei valori e delle idee basilari della nostra civiltà. E' strenuo difensore della famiglia tradizionale, quella costituita da papà, mamma e figli. E' per la conservazione dei ruoli che la natura ha conferito all'uomo e alla donna. Di conseguenza è fermamente contrario ai matrimoni e alle unioni omosessuali, alla teoria genere ed a tutto ciò che ne consegue, alla fecondazione eterodossa, uteri in affitto, adozioni gay ecc. Anche per questo suo impegno gli è stato affidato il Ministero della famiglia - che è la novità di questo governo- cui è stata aggiunta la dizione "e per la disabilità".  Data la sua impostazione culturale è sicuro che Lorenzo Fontana farà bene il suo nuovo mestiere di ministro per la semplice ragione che per far bene le cose bisogna innanzitutto crederci. E lui, che è un credente, non solo a livello religioso, ma anche su quello etico e politico, ha tutte le carte in regola per adempiere al meglio al nuovo incarico.
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