FONTANA MINISTRO

Lorenzo Fontana, veronese, 38 anni, è il nuovo ministro per la famiglia. Era dal 1993 che Verona non aveva un ministro. E, guarda caso, con lo stesso cognome: un altro Fontana. Questo  Lorenzo. Quello Giovanni, Gianni per gli amici, democristiano di sinistra, ministro dell'agricoltura del governo Amato. Una persona seria, avvocato, che dopo essere stato nominato ministro nel 1992, l'anno dopo si dimise. Era l'epoca di tangentopoli ed era iniziato il grande terremoto della politica italiana. Ed oggi è la volta di un altro Fontana, Lorenzo. Evidentemente per i veronesi in politica chiamarsi Fontana è un portafortuna! Verona ha avuto anche altri due ministri nella prima Repubblica, entrambi democristiani: Guido Gonella, con il dicastero della Giustizia e Giuseppe Trabucchi, ministro delle Finanze, quest'ultimo famoso per odiare le cravatte e, allora coraggiosamente, presentarsi senza l'inutile orpello al collo alle riunioni di allora e creando "scandalo". Lorenzo Fontana, sposato con un figlio, è anche vice-sindaco di Verona. Ed è un leghista, vice segretario federale del partito, cattolico di destra, impegnato nelle battaglie pro-vita, difensore a spada tratta della famiglia come istituzione, decisamente contrario alla teoria gender e a tutte quelle trovate della cosiddetta modernità, come l'utero in affitto, il matrimonio fra omosessuali, la fecondazione eterologa e quant'altro. La delega alla famiglia giunge quindi a puntino ed è la persona giusta per attuare provvedimenti in favore di quella che è la cellula base della società.  Il governo giallo-verde ha aggiunto alla dizione "famiglia" anche quella della "disabilità". Un segnale importante per dimostrare attenzione a tutto un mondo, quello dei diversamente abili, che, soprattutto con l'invecchiamento della popolazione italiana, rappresenta una fascia molto sensibile della nostra società. Il neo-ministro ha già detto che si dimetterà da vice-sindaco di Verona per l'evidente impossibilità di ricoprire entrambe le cariche. Al suo posto si parla di un altro leghista doc.: Corsi. Ma questa è un'altra storia.  
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