AMIA: CI VUOLE LA REPRESSIONE

E’ di questi giorni la notizia che l’Amia, la società del gruppo Agsm che gestisce a Verona la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ha potenziato con due nuove squadre il servizio di pronto intervento per risolvere, laddove ne venisse a conoscenza attraverso le chiamate di privati cittadini, quelle situazioni incresciose di rifiuti, anche di grosse dimensioni, lasciati in strada o nei pressi dei cassonetti. L’iniziativa è sicuramente lodevole e necessaria visto il moltiplicarsi di comportamenti scorretti da parte di alcuni veronesi, ma anche di stranieri, che producono momenti di degrado. E’ sempre più frequente assistere a persone - generalmente non veronesi - che rovistano nei cassonetti e lasciano cadere a terra ogni genere di immondizia che, terminata la ricerca di non si sa che cosa, rimangono a terra, fornendo fra l’altro cibo per i topi. 
Altri maleducati arrivano nei pressi del cassonetto con grossi cartoni, ma siccome ripiegarli è troppo faticoso, li lasciano lì sul marciapiede. Altrettanto dicasi per coloro che arrivano con casse o sacchi pieni di bottiglie di vetro: dovrebbero essere messe nelle apposite campane, ma per non perdere tempo trovano più intelligente lasciarle per terra. A questi comportamenti incivili s’aggiungano quello che producono i bivacchi di senzatetto nei giardini o sotto i portici di varie zone della città. Particolarmente fastidiosa la vista ed il profumo delle loro feci. E poi c’è tutto il micro-inquinamento da sporcizia formato dalle cicche e dai pacchetti di sigarette vuoti buttati sui marciapiedi, le salviette di carta, le bottigliette di plastica d’acqua, le lattine di birra o i cartoni di vino e tutta l’enorme quantità di carta che costituisce la pubblicità senza indirizzo che ormai invade ogni angolo della città. Organizzare squadre di pronto intervento da parte dell’Amia è encomiabile. Molto più efficace sarebbe un’azione repressiva dei comportamenti incivili a base di controlli e multe salate
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