Spot auto Fiat: uno sguardo su come eravamo

Danilo Castellarin è uno dei massimi esperti di auto d'epoca. Non per niente è il presidente nazionale della Commissione ASI ( Automotoclub Storico Italiano) storia e musei. Non solo. Castellarin è un raffinato cultore della storia e dei costumi del nostro recente passato, in particolare degli anni che vanno dal dopoguerra agli anni sessanta/settanta, periodo che coincide con quello della sua giovinezza. Un periodo di cui l'automobile è stato un mito, un traguardo per ogni lavoratore, un simbolo di riscatto sociale e soprattutto della creatività italiana. E' da questo mix di passione per le auto d'epoca e per gli anni del boom demografico e del miracolo economico italiano, oltre che dalla sua sensibilità di giornalista, che nasce l'iniziativa di venerdì 11 maggio alla Loggia Rambaldi di Bardolino. L'ingresso gratuito, l'aperitivo ed il risotto offerti agli ospiti dall'organizzazione non sono che un dettaglio di fronte al valore documentaristico e storico della serata che inizia alle 19,30. Titolo dell'evento, organizzato appunto dall' ASI in collaborazione con "Benaco auto classiche" è "Cinefiat presenta Fiat lux". Di che cosa si tratta? Semplice: Danilo Castellarin, filtrandoli attraverso la sua sensibilità e la sua esperienza di vita, ha selezionato tutta una serie di filmati che reclamizzavano le automobili Fiat. I films venivano girati e prodotti a Torino negli stabilimenti cinematografici appunto della famiglia Agnelli. Dopo la romana e più nota Cinecittà erano i più grandi studi cinematografici del paese ed i filmati pubblicitari, che ancora non si chiamavano spot, avevano per protagonisti le star dell'epoca. Erano dei veri e propri film di breve lunghezza finalizzati a reclamizzare la produzione della principale industria italiana, dai quali oggi si possono trarre interessanti deduzioni su com'era la società italiana di quegli anni, quale la mentalità, quale l'atmosfera. Rivedere il "come eravamo" che esce da questi film è un bellissimo tuffo nel nostro passato. Sia per chi l'ha vissuto, si per chi lo ha solo sentito nella narrazione dei propri genitori o dei libri della storia più recente.
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