Se l’Hellas piange il Chievo non ride

C'è poco da stare allegri per le due veronesi del massimo campionato di calcio in lotta per la salvezza. "Se Atene piange, Sparta non ride", si potrebbe affermare pensando ai due club gialloblù rivali come lo erano le due polis greche. Chi piange è di sicuro l'Hellas dopo la tremenda batosta di mercoledì, aggravata dal fatto che è stata subita dall'ultima in classifica, il povero Benevento. Tre gol presi sono davvero troppi, specie se si inquadrano nella situazione generale del campionato e della società che comincia a ballare. La determinazione con la quale il presidente Setti ha insistito nel difendere la panchina di Pecchia comincia a vacillare ed una bella spallata l'ha anche data dal direttore sportivo Fusco ventilando le dimissioni. Il presidente ha confermato la fiducia all'allenatore almeno fino a domenica prossima quando la squadra incontrerà il Cagliari, ma questa volta non si tratta più di una fiducia incondizionata. Pare piuttosto un ritardare per motivi di servizio una decisione ormai maturata. Per i giocatori invece ritiro non stop. Ma se l'Hellas piange, il Chievo non ride. Vero che la squadra della Diga ha fatto quattro punti in tre giorni aggiungendo quota 29 e allungando la distanza dal terzetto di coda, ma è altrettanto vero che le buone prestazioni avute col Milan e la Samp sono state cancellate da una pessima gara che ha prodotto un miseri uno a uno con il Sassuolo, concorrente diretta. Il fatto poi che il Chievo abbia giocato quasi tutta la partita con un uomo in più e addirittura con due gli ultimi minuti del secondo tempo regolamentare aggrava non poco il fatto che si sia fatto sfuggire di mano al quarto minuto di recupero una vittoria che sarebbe valsa di fatto 6 punti. En il prossimo avversario non è una squadrata qualsiasi, ma il Napoli, una delle squadre migliori del campionato...   Marco Danieli
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