BASTA SANZIONI ALLA RUSSIA

E' stato Matteo Salvini a sollevare a livello nazionale la questione delle sanzioni alla Russia. Se sarò io il capo del nuovo governo - ha detto il leader della Lega, ma anche del centrodestra- una delle prime cose che faccio sarà togliere le sanzioni alla Russia. Più che giusto. Le sanzioni erano state imposte dagli Stati Uniti a tutti i paesi dell'alleanza della Nato nel 2014 in seguitava crisi Ucraina ed all'annessione della Crimea da parte di Mosca. La reazione americana ed europea era stata motivata dal fatto che Putin avrebbe commesso una violazione del diritto internazionale, dato che la penisola sul Mar Nero era stata assegnata, con lo smembramento dell'impero sovietico, alla repubblica di Ucraina. Piccolo particolare: gli abitanti della Crimea sono russi e con un referendum hanno deciso l'annessione a Mosca quasi all'unanimità. Le sanzioni hanno prodotto gravissimi danni all'economia italiana, specie a quella del veronese, esportatore verso la Russia di prodotti agricoli, industriali ed artigianali. Sono stati colpiti soprattutto il distretto dei mobili di Bovolone e quello della frutta di Zevio e del basso veronese. A denunciare per primi l'assurdità della sanzioni sono stati, in una manifestazione  tenuta il 14 giugno 2016 nella sala riunioni di Porta Palio, il consigliere regionale Stefano Valdegamberi e il centro politico-culturale "L'Officina" alla presenza di diversi imprenditori colpiti dal calo del lavoro derivato dall'assurda scelta di politica estera cui anche il governo italiano si è accodato. Alcune aziende, specie quelle piccole, che avevano la produzione orientata quasi totalmente sulle richieste del mercato russo, hanno dovuto chiudere i battenti e licenziare alcune centinaia di persone. Ora finalmente la questione è stata sollevata a livello nazionale da Savini ed è augurabile che sia proprio lui il prossimo capo del governo italiano affinché possa essere scritta una volte per tutte la parola fine a delle sanzioni che non hanno altra funzione che danneggiarci.   Marco Danieli
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