Autonomia più vicina

I veneti lo sanno. Ma gli altri italiani non capiscono le ragioni dell’autonomia. Un po’ perché malinformati, un po’ perché immersi in altre realtà si chiedono: ma che cosa vogliono mai? In che cosa consiste l’autonomia? Forse è più facile capire l’indipendenza: il Veneto si è stufato, si stacca dall’Italia e fa uno stato a sé. Ma l’autonomia? Che cos’è? Per chi non vive qui, per un romano o un calabrese pare un capriccio. Difficile comprendere che la richiesta di autogoverno è fatta anche per non rompere l’unità nazionale. E allora facciamo degli esempi. Prendiamo la sanità. Noi Veneti abbiamo una sanità d’eccellenza perché ce la gestiamo noi, tanto che vengono a curarsi qui anche quelli delle altre regioni. Pensate cosa sarebbe dei nostri ospedali se venissero gestiti da Roma! Faremmo la fine della Campania! Ecco, i Veneti vogliono che questo modello venga adottato in tutto, non solo per la sanità. Per questo vogliono l’autonomia. Al sud girano senza casco e passano col rosso sotto gli occhi della polizia. Da noi no. Al sud stanno a casa dal lavoro e nessuno controlla. Da noi no. Al sud c’è il massimo delle pensioni d’invalidità. Da noi il minimo. E di esempi così se ne potrebbero fare molti altri. Il risultato è che non c’è uguaglianza di fronte alla legge, visto che in Veneto le regole sono rispettate e i comportamenti illegali vengono puniti. Allora, visto che in settant’anni di Repubblica e in oltre 150 di storia unitaria lo stato non è riuscito a realizzare quell’uguaglianza dei cittadini che è prescritta dalla costituzione, l’unico mezzo per tenere assieme il paese è quello di concedere l’autonomia a chi la chiede e ha dimostrato di essere capace di usarla. Certo è difficile comprendere che cosa sono a sussidiarietà, la responsabilità, la devoluzione dei poteri alle regioni, le uniche entità territoriali dotate di massa critica per poter esercitare un potere politico. Per questo la “devolution”, la riforma costituzionale varata dal centrodestra nel 2005 e abrogata col referendum del 2006 l’avevano capita solo in Lombardia e nel Nord-est, uniche regioni a votare per la riforma federalista. Dopo l’esito del referendum dello scorso ottobre, la trattativa fra le regioni che hanno chiesto più autonomia e lo stato centrale è iniziata. Molti ritenevano inutile quel referendum: non se ne farà nulla, dicevano. Ma adesso qualcosa è cambiato. La Lega ha vinto in tutto il nord ed è il partito di maggioranza del centrodestra…   Marco Danieli
CONDIVIDI
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •