La salvezza

Per la Verona del calcio è decisamente un brutto momento. L’Hellas ed il Chievo rischiano di essere retrocesse e finire in serie B. Non sarebbe una bella cosa. E non solo per la Verona del calcio. Su questo devono convenire tutti: sia i sostenitori del Verona, notoriamente più numerosi, si quelli del Chievo, sia quelli che del calcio se ne fregano. Piaccia o non piaccia, il calcio è un fenomeno sociale e, in senso lato, culturale, perché esso è parte degli usi e costume del paese in cui viviamo. Ecco quindi che il fatto di avere due squadre in serie A, esattamente come la capitale, che ha la Roma e la Lazio; come la capitale morale, cioè Milano, che ha il Milan e l’Inter; come la ex capitale del regno d’Italia, Torino, che ha il Torino e la Juventus; come Genova, che non è una capitale, ma è molto più grande di Verona, che ha il Genoa e la Sampdoria è un elemento di prestigio per Verona. Il fatto di avere nella massima serie due squadre è un elemento di eccellenza, è qualcosa che aumenta il peso specifico, l’importanza di Verona. E questo, visto che la città sta andando ormai da qualche anno sta andando, per dirla con Giorgio Torelli, “piano, adagio, quasi indietro”, poter esibire un’eccellenza non guasta, anzi aiuta. E’ per questa semplicissima ragione che ogni veronese deve augurarsi che le nostre due squadre riescano a rimanere in serie A. Sono messe piuttosto male tutte e due. Il Verona, pur sostenuto da una tifoseria fra le più numerose e ammirate per dedizione e fedeltà alla squadra, ha delle pesanti e ormai croniche difficoltà societarie che si sono ripercosse sulla capacità di acquisire sul mercato i propri giocatori che, a dire il vero, non costituiscono una rosa di qualità eccelsa. Il Chievo, società solida a prova di bomba, è in preda ad una crisi di nervi dei propri giocatori non avvezzi a lottare per salvarsi. Risultato: tutt’e due rischiano la B. Gialloblù dell’Hellas e del Chievo: dovete salvarvi. Ve lo chiede Verona.   Marco Danieli
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