Doppi incarichi

L’antipolitica è un sentimento diffuso che produce demagogia, sfiducia nelle istituzioni, disinteresse per la cosa pubblica, astensionismo elettorale. E’ una reazione a quei cattivi comportamenti di eletti e amministratori che hanno dato l’immagine di un personale politico corrotto, danneggiando tutti quelli – e sono la maggioranza- che agiscono correttamente. I doppi incarichi, pur formalmente leciti, rappresentano uno degli elementi che producono discredito della classe politica, facendola percepire agli occhi della gente come accaparratrice e chiusa in sé stessa. Il percorso della trasparenza, come l’iniziativa di parificare nei diritti e nei doveri i consiglieri comunali ai cittadini eliminando alcuni privilegi (biglietti gratis per l’opera in Arena), va continuato perché il vero cambiamento lo si attua con esempi positivi. E’ di questi giorni la polemica sui doppi incarichi. Come fa un parlamentare che deve stare a Roma gran parte della settimana e che quando è a Verona ha inevitabilmente degli obblighi nei confronti del partito che l’ha candidato e degli elettori che l’hanno votato svolgere fattivamente un ruolo importante anche in Comune? Il buonsenso, ma anche la gente comune, vuole che ciascun eletto o ciascun amministratore pubblico svolga bene il suo lavoro. E per farlo deve svolgere solo quello visto che la giornata è di 24 ore per tutti. Per quanto uno sia bravo non può dedicarsi contemporaneamente a due “servizi” per i cittadini. Sempre che concepisca la sua carica come un servizio ai cittadini e non come un servizio a sé stesso. Inoltre è di tutta evidenza che l'abolizione dei doppi incarichi aprirebbe la possibilità di coinvolgere nuove persone nel governo della città e di dimostrare con dei fatti che la politica non è poi così becera come vuole dipingerla l’antipolitica. Non c’è nessuna legge che vieta a un deputato di fare anche l’assessore o il presidente di un ente. C’è solo il buonsenso.   Marco Danieli
CONDIVIDI
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •