Dopo il voto

Il voto veronese merita una riflessione. E’ qui che viviamo, e sapere come la pensa la gente che ci sta attorno serve a comprendere meglio la realtà in cui siamo immersi. Il Veneto si conferma roccaforte del centrodestra. E’ un dato consolidato, dimostrato anche con il referendum che ha bastonato Renzi e con quello sull’autonomia che ha raccolto il 98,1% dei consensi. Due incontestabili vittorie del centrodestra a trazione Lega. E’ la Lega il primo partito, con un balzo in avanti dovuto certamente a Salvini, che l’ha trasformata da movimento “padano” in partito nazionale di destra, senza peraltro abbandonare le istanze autonomiste che la distinguono dall’altro partito di destra, Fratelli d’Italia, che nonostante abbia raddoppiato, rimane la terza forza della coalizione, dopo Forza Italia. E’ d’obbligo il confronto con il voto comunale del giugno scorso, la consultazione più vicina e che ha coinvolto un terzo del corpo elettorale della nostra provincia. Tutti i partiti recuperano, chi più chi meno, per il fatto che è tornata in circolazione una grande quantità di voti che era stata “sequestrata” dalle liste civiche. Questo vale in particolare per la Lega che triplica, per FI che passa dal 3 al 10% e per FdI che passa dal 2,8 al 5,2%. Debacle invece per Tosi che rispetto alle comunali ha un crollo verticale dal 20 al 3%. Sempre nell’area di centrodestra c’è da registrare il risultato del Popolo della Famiglia, la formazione d’ispirazione cattolica che è rimasta al 2,5% ma che non è riuscita a superare lo sbarramento sul livello nazionale, così che non entra in Parlamento. Buono risultato di Casa Pound, che pure rimane sotto la soglia. Dalla duplice vittoria, nazionale e locale, deriva per il centrodestra una grande responsabilità: quella di essere la barriera all’irrazionale protesta grillina che si è manifestata soprattutto al sud. Solo il centrodestra può contenerla ed annientarla con una politica seria fatta per la gente. E confidiamo che la leadership di Salvini trasformi la coalizione in quel grande movimento nazionale e popolare che solo può riuscire in quest’operazione che è nell’interesse dell’intero paese. Ma proprio per questo il centrodestra deve riassorbire tutti quei gruppi d’area riamasti fuori dal Parlamento a causa della legge elettorale mettendo da parte risentimenti e rivalità. E sarebbe bello che questo partisse proprio da Verona.   Marco Danieli
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