Hellas: segnali di risveglio

Ci si attendeva una prova d'orgoglio e alla fine questa è arrivata al momento giusto: l'Hellas riesce a strappare un punto con i denti in casa del Toro, quando il risultato sembrava ormai essere acquisito in favore dei granata. Si spera che questa sia la partita dell'anno zero per i gialloblù di mister Pecchia, un punto nel quale poter finalmente iniziare la stagione con il piede giusto. Hellas che a Torino parte con il solito 4-3-3, ma nel primo tempo subisce totalmente l'iniziativa dei granata, ben messi in campo da Sinisa Mihajlovic. Toro che controlla il pallino del gioco e passa alla mezz'ora: gran filtrante alto di Adem Lijajc che sorprende la retroguardia del Verona e illumina Ansaldi che mette in mezzo di piattone dove arriva l'accorrente Iago Falque, che da pochi passi firma l'1-0. L'Hellas prova a portare il risultato negli spogliatoi per provare a riordinare le idee e ripartire meglio nella seconda frazione di gioco, ma a un minuto dalla fine Niang prende palla sulla sinistra, lascia sul posto Caceres e Caracciolo con un grande slalom e calcia sul primo palo: il tiro non è di quelli irresistibili ma Nicolas non vede partire il pallone e non riesce ad evitare il 2-0 con cui si va negli spogliatoi. Nella ripresa il Verona si scuote con l'ingresso di Pazzini al posto di uno spento Verde, ma per la reazione vera e propria bisogna aspettare addirittura il novantesimo, quando in mischia, il tiro sporco di Cerci viene deviato in rete da Kean: il gol del baby del Verona inizialmente viene annullato, ma poi l'arbitro torna sulla sua decisione dopo aver consultato il VAR. Il Verona ci crede e due minuti dopo Cerci mette in mezzo un cross che viene deviato di mano da Moretti: giallo per il difensore granata e penalty per l'Hellas. Sul dischetto si presenta il "Pazzo" che incrocia nell'angolino e firma il definitivo 2-2. L'Hellas riesce ad evitare una sconfitta che sembrava ormai certa e si prepara ad affrontare lo scontro diretto casalingo contro il Benevento con un pizzico di morale in più. Riccardo Padovani
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