Hellas: notte fonda in casa gialloblù

Sembra di rivivere quello che successe due anni fa, in quella ultima, maledetta stagione di Serie A. Sembra che nulla debba andare per il verso giusto e che le porte avversarie siano stregate. Ma forse stavolta è addirittura peggio: perché se due anni fa l'Hellas usciva dal campo sconfitto ma tra gli applausi dei tifosi, delusi dalla sconfitta ma felici degli attributi che la squadra aveva messo dal primo minuto fino al novantesimo, quest'anno invece sulla compagine di Pecchia piovono fischi, frutto di una squadra che sembra non avere non solo la qualità e le idee, ma nemmeno la voglia di colmare queste ultime. Perché prima della qualità, delle idee, dello spunto del campione, le partite si vincono mettendoci l'anima dal primo all'ultimo minuto, ed è proprio questo ,nello specifico, che quest'anno sembra mancare di più al Verona: la maggior parte dei giocatori "trotterella" per il campo, aspettando che il compagno trovi da solo la soluzione. E allora dopo i risultati vengono di conseguenza: penultimo posto in classifica con soli due punti in sei partite, quattordici gol subiti (seconda peggior difesa) e un gol segnato (su rigore) alla prima giornata, contro il Napoli a risultato ormai acquisito. Facendo due conti quindi, l'Hellas è a secco da ben cinque partite e anche nelle due partite in cui i gialloblù sono riusciti a portare a casa un pari, contro due squadre abbordabili come Samp e Crotone, le occasioni da gol sono state veramente troppo poche per una squadra che dovrebbe avere molta più fame per arrivare a raggiungere la salvezza. Adesso l'Hellas incontrerà il Toro fuori casa e invertire la rotta contro una squadra così organizzata e piena di talenti sarà veramente molto difficile, ma serve una prova d'orgoglio alla squadra di Pecchia, altrimenti quest'ultimo potrebbe anche iniziare a rischiare qualcosa. Riccardo Padovani
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