Inquinamento

C’è un dato che incide sulla qualità della vita dei veronesi. Ma non se ne parla un granché, forse perché viene inteso quasi come un qualcosa di ineluttabile. Verona è la città più inquinata del Veneto. In riva all’Adige si vive un anno di meno ( un anno, no balle!) a causa dello smog. Non è propaganda. Sono dati ufficiali dell'Agenzia Europea dell'Ambiente comunicati all'assemblea di Parigi il 30 novembre 2015. Poco importa avere il bilancio in ordine o l'Anagrafe che funziona bene se poi si perde un anno di vita a causa dell'aria inquinata. E non si tratta solo di quantità della vita, il che non è poco, ma anche di qualità della vita. Sboarina, appena insediato a palazzo Barbieri, ha subito cercato di fare qualcosa con il “mobility day”. Bisogna dargliene atto. Ma è necessario adottare anche altri provvedimenti per rendere più vivibile la nostra città agendo sulle due maggiori fonti di inquinamento: il traffico e il riscaldamento. Per anni si è tirato a campare. Ora però che l’amministrazione ha dimostrato di averne preso coscienza è necessario agire. Un atteggiamento vincente potrebbe essere un approccio “smart”, calando nella realtà quotidiana di ogni veronese tutte le più moderne acquisizioni dell’informatica, che è il modo più semplice per razionalizzare consumi di energia, ridurre al minimo gli spostamenti, rendendo di conseguenza la vita più facile, l’ambiente più pulito e ottenendo, fra l'altro, un bel risparmio di denaro. Ma bisogna avere anche il coraggio di intraprendere nuove soluzioni al problema del traffico. Il trasporto pubblico legato ai bus non basta più. Bisogna immaginare qualcosa di alternativo, semplice, poco costoso. Perché, per esempio, non prosciugare il canale Camuzzoni, che non serve più, e farne un primo ramo di una metropolitana di superficie che colleghi Borgo Roma, passando per la Stazione Porta Nuova, Stadio, Borgo Milano, Chievo? Da questo ramo si potrebbe studiare una derivazione per l'Ospedale di Borgo Trento, uno dei maggiori attrattori di traffico in sofferenza per il problema parcheggi. E così via…   Marco Danieli
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