La Funicolare è finalmente pronta!

Il sindaco Flavio Tosi, venerdì pomeriggio, ha inaugurato a sorpresa la funicolare che collega la chiesa di Santo Stefano a Castel San Pietro. Con il sindaco, numerosi assessori, l’ingegnere Giorgio Marchi di Cariverona e Massimo Galli Righi, presidente dell’Agec cui è stata affidata la gestione della nuova attrazione. Da sabato 10 giugno è aperta ai cittadini e ai turisti. L’opera, di proprietà del Comune, è stata finanziata da Fondazione Cariverona con un importo di circa 6 milioni di euro e costruita dall’impresa altoatesina Leitner. Dopo aver tagliato il classico nastro, la prima salita a Castel San Pietro attraverso il nuovo «ascensore inclinato». Durante la salita inaugurale gli assessori e i giornalisti erano visibilmente stretti, tanto che il sindaco per la discesa, ha preferito scavalcare le barriere e tornare a valle a piedi. L’impianto era rimasto «sotto esame» da parte dell’Ustif (l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi), ma l’ultima parola spettava appunto all’ente presieduto da Antonio Pastorello. I lavori per realizzare la funicolare erano iniziati nella primavera del 2015, ma erano andati incontro a diverse disavventure. La stazione a monte, ad esempio, ancor prima che si cominciasse a lavorare era stata semidistrutta da un incendio. Il via libera «tecnico», dopo una mattinata di tira-e-molla e discussioni tempestose, con i tecnici della Provincia, dove l’incartamento si era incagliato. Da sabato mattina la funicolare è completamente funzionante, al costo di 2 euro per andata e ritorno e di 1 euro per bambini al di sotto dei 10 anni e per gli over 65 (per questi ultimi, peraltro, il biglietto sarà gratuito per tutto il primo mese di apertura, vale a dire fino al 10 luglio). La lunghezza del percorso in pendenza è di 159 metri lineari con un dislivello di 55 metri. L’ascensore potrà trasportare 25 passeggeri; è prevista una fermata intermedia per la visita del parco archeologico del Teatro Romano. La gestione dell’impianto sarà affidata ad Agec.
CONDIVIDI
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •