IMMIGRAZIONE: Crinale tra destra e sinistra

La politica come la società è cambiata. Gli schemi che avevano caratterizzato il ‘900 sono superati. Non ha più senso la contrapposizione fascismo/antifascismo, dato che il periodo nel quale i fascismi sono diventati protagonisti della storia europea si è concluso da oltre 70 anni. Né ha più senso, dopo la caduta del muro di Berlino, quella comunismo/anticomunismo. Il comunismo non esiste più, anche se degli elementi ereditati da quel grande movimento politico mondiale resistono sotto varie forme. Allo stesso modo non ha più ragion d’essere la contrapposizione dei blocchi che aveva caratterizzato la seconda parte del secolo scorso con la “guerra fredda”. Le carte sono state rimescolate. Addirittura oggi, a ben guardare, la Russia di Putin è più a destra degli Stati Uniti. La stessa contrapposizione datore di lavoro/lavoratore che aveva generato la lotta di classe non ha più senso. Oggi si stanno affermando, anche grazie alla crisi, il principio della collaborazione fra capitale e lavoro e forme di partecipazione, riconosciute come le soluzioni più avanzate per regolare i rapporti lavorativi. Chi vuole può andare a vedere chi le ha inventate. Allora perché nel parlare comune si dice ancora “destra” e “sinistra? Ciò risponde a un’esigenza comunicativa, a quella semplificazione che nel linguaggio si rende necessaria per intendersi rapidamente, anche se i due termini hanno perso molto della loro potenza evocativa. La differenza fra “destra” e “sinistra” si basa essenzialmente sulla diversa posizione rispetto al concetto di eguaglianza che è ciò che fa sì che la destra sia “destra” e la sinistra “sinistra”. Concetto che calato nella realtà è stato declinato in diverse forme. Oggi la questione principale che divide gli schieramenti politici è l’immigrazione. E’ in rapporto a questo fenomeno che si svolgerà il confronto politico. La sinistra, alleata all’alta finanza, vuole aprire le porte alle masse di immigrati perché siamo tutti “cittadini del mondo” e non ha alcun senso distinguere fra europei e africani, fra italiani e arabi. Perciò vanno distrutte tutte le identità, sia quelle etniche, sia quelle culturali e perfino quelle sessuali per perseguire il meticciato,così da essere tutti “uguali” La destra invece, interpretando il comune sentire dei popoli, ritenendo le diversità etniche e culturali una ricchezza frutto dell’ordine naturale e della storia, le vuole preservare, fermi restando i principi di giustizia sociale e legale, e si oppone all’immigrazione di massa, all’apertura indiscriminata delle frontiere per tutelare, prima di tutto, i diritti dei padroni di casa. E’ quindi sull’immigrazione che oggi si gioca la partita. E’ questo l’oggetto del grande confronto che opporrà destra e sinistra nei prossimi decenni e su questo si vanno schierando e si devono schierare le forze politiche. Il successo dei grandi movimenti popolari della destra europea sono costruiti su questo. E l’Italia non può fare eccezione.
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