Candidatura a sito Unesco del paesaggio e della Valle dell’Alpone

Si è costituita l’Associazione che vuole presentare nelle sedi competenti la candidatura a sito Unesco del paesaggio e della Valle dell'Alpone con il nome provvisorio “Val d’Alpone - Faune, flore e rocce del cenozoico” al fine di ottenerne il riconoscimento.

Il 2 febbraio 2017, a Soave, alla presenza del notaio Marco Paolo Augusto Pelosi, si è costituita l'Associazione Temporanea di Scopo (A.T.S) “Valle d'Alpone: faune, flore, e rocce del Cenozoico”, sottoscritta da 18 enti, tra comuni del veronese e del vicentino, Università di Verona, Parco Naturale Regionale della Lessinia, consorzi, strade del vino e dalle associazioni culturali Heimat (Storie di Piccola Patria) e San Zeno. L'Associazione temporanea ha come obiettivo di proporre la candidatura della Val d'Alpone con il suo inestimabile patrimonio paleontologico e naturalistico, nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità. Lo scopo dell'Associazione sarà quello di affrontare la prima tappa di un percorso per arrivare all'inserimento nella tentative list italiana di questo importante patrimonio mondiale. L'idea è nata da una attenta analisi dello 8° punto dei criteri richiesti dall'Unesco per ottenere questo ambito riconoscimento che recita: “Costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell'evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi paleontologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfologiche fisiografiche significative”. Sono stati necessari quasi due anni di intenso lavoro per arrivare alla costituzione dell'Associazione, due anni preparatori, di incontri e riunioni in cui il gruppo di lavoro, costituito da Fabio Saggioro dell'Università di Verona, Roberto Zorzin conservatore di geologia e paleontologia del Museo Civico di Storia Naturale di Verona e responsabile di alcuni scavi paleontologici (Pesciara di Bolca, Monte Postale, Monte Duello, Valle della Chiesa), Diego Lonardoni direttore del Parco Naturale Regionale della Lessinia, Giamberto Bochese Presidente della Strada del Vino Lessini Durello e di tutti i sindaci della Valle d’Alpone, è stato coordinato e guidato in modo magistrale nella condivisione progettuale da Domenico Zugliani, responsabile dell'ufficio Unesco del comune di Verona. La sede legale dell'Associazione è stata fissata presso il municipio di Vestenanova, mentre la sede operativa è a Soave presso la Casa del Vino. Sempre il 2 febbraio 2017, l'Associazione ha eletto il Primo Consiglio Direttivo composto da sette membri di cui tre appartenenti al Comitato Scientifico: Dalla Verde Edo, Lonardoni Diego Giacomo, Bochese Giamberto, Lorenzoni Aldo, Saggioro Fabio, Zugliani Domenico Riccardo e Zorzin Roberto. I nominati hanno designato Bochese Giamberto come Presidente dell'Associazione. A seguire, il Comitato Scientifico, costituito da Saggioro Fabio, Zugliani Domenico e Zorzin Roberto ha proposto di allargare il comitato ad alcuni specialisti. Si tratta di Alexander F. Bannikov (Paleontologo - Accademia delle Scienze di Mosca), Giorgio Carnevale (Paleontologo - Università di Torino), Guido Roghi (Paleontologo - Istituto di Geoscienze e Georisorse - CNR di Padova) e Massimiliano Valdinoci (Architetto - Verona). Il carattere di pregio della Val d'Alpone si individua nel cosiddetto “paesaggio culturale”, originato dalla combinata attività dell'Uomo e della Natura. Infatti, la Valle d'Alpone è sede di rocce vulcaniche e sedimentarie marine che racchiudono numerosi giacimenti paleontologici dell'Eocene tra cui quelli di Bolca, Roncà e San Giovanni Ilarione, oggetto di scavo e di studio da molti secoli. I fossili di Bolca sono conosciuti da lungo tempo: le prime notizie certe risalgono ad un documento del 1550; inoltre, risale al 1571 l'importante raccolta del farmacista Francesco Calzolari di Verona che, nel suo museo, il primo museo naturalistico conosciuto al mondo, esponeva alcuni pesci di Bolca. La grande biodiversità e l'eccezionale conservazione, specialmente dei pesci rinvenuti nelle due località più rappresentative di Bolca, la Pesciara e il Monte Postale, costituiscono il giacimento dell’Eocene più ricco e noto al mondo. Inoltre, la Pesciara e il Monte Postale, unitamente agli altri giacimenti della Val d'Alpone sono importanti anche per la ricca flora oltre ai resti eccezionalmente ben conservati di rettili, uccelli, scorpioni, insetti, meduse, crostacei, bivalvi, gasteropodi, cefalopodi, coralli, brachiopodi, anellidi, foraminiferi, ostracodi e briozoi. Questo inestimabile patrimonio paleontologico della valle, che è conservato nei due musei locali di Bolca e Roncà, a Verona e nei principali musei italiani e stranieri, ha un ruolo fondamentale nella storia della scienza. Tutto ciò fa del territorio della Val d'Alpone un punto di riferimento per chi si interessa di paleontologia a livello nazionale e mondiale, tanto da poter affermare che si tratta di luoghi di eccezionale valore universale.

 

                                                         Il presidente dell’Associazione Temporanea di Scopo

                                                         “Val d’Alpone - Faune, Flore e Rocce del Cenozoico”

                                                                                     Giamberto Bochese

Gazolaichthysvestenanovae rinvenuto nella Pesciara di Bolca

 
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