CHIEVO-ATALANTA 1-4

Chievo irriconoscibile nella ripresa dopo la pausa natalizia. Dopo soli tre minuti viene gelato, nella pur fredda giornata di gennaio, da un bel gol dell’argentino Gomez, piccolo, veloce, imprendibile che scorrazza per il campo senza che nessuno riesca a fermarlo. E’ lui che al 22° realizza anche il secondo gol dell’Atalanta, che triplica al 42° con Conte, sempre su azione propiziata da Gomez. Gli ospiti fanno quello che vogliono, controllano il centrocampo e continuano a costruire azioni su azioni che si concretizzano con numerose incursioni nell’area veronese ed in diverse occasioni da gol. Al suo attivo l’Atalanta può anche vantare un rigore negato dall’arbitro per fallo di mano in area, pur involontario, di Dainelli, uno dei pochi da salvare fra i gialloblu. Da parte sua il Chievo è solo riuscito a segnare il gol della bandiera al 62° con Pellissier. Al 69° l’Atalanta segna il quarto gol con Freuler. Dalla panchina un Maran incazzatissimo ha continuato ad incitare i suoi, ma inutilment. Inesistente Castro, inconcludente Meggiorini sostituito da Floro Flores che come sempre non riesce ad incidere. Radovanovic anziché costruire gioco smista la palla al giocatore più vicino, De Guzman fabbrica errori su errori e lascia il posto a Bastien, che non si vede. Alle fine Birsa lascia il posto al giovane centrocampista della Primavera Kiyine, classe 1997. L’intera squadra  è stata in balia del gioco avversario. Certamente l’Atalanta è una delle migliori squadre del campionato, con un complesso di giocatori giovani ed in piena forma, ma ciò non giustifica il crollo fisico e psicologico di una squadra, come il Chievo, che tradizionalmente ha sempre saputo reggere onorevolmente l’urto dei club più blasonati. Nonostante chiuda il girone d’andata a 25 punti, in zona di tutta tranquillità, ci si chiede come abbia potuto avvenire una simile debacle. Non è escluso che abbia inciso il mercato, con le voci di questa o quella cessione. Migliore in campo: nessuno.
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