Sboarina: un sindaco amato e odiato

Dopo la complicata e sfortunata vicenda di Carlo Delaini e la seconda amministrazione di Gozzi, il nostro sguardo si sposta su Gabriele Sboarina, il quale, per due mandati, fu sindaco della città di Verona, dal 1980 al 1990. Potremmo definire la vicenda di questo sindaco tanto complicata quanto quella di Delaini, poiché Sboarina si ritirò dalla carriera politica in seguito ad un suo coinvolgimento nelle inchieste di Tangentopoli: a metà degli anni '80 era già stato indagato in merito a presunte corruzioni in materia urbanistica e alla realizzazione di un centro ortofrutticolo nella zona Sud di Verona. Ma tralasciando queste tristi vicende, comunque mai chiarite del tutto, ricordiamo Gabriele Sboarina soprattutto per le sue scelte volte allo sviluppo urbanistico e viabilistico della città, oltre a numerosi recuperi, nel centro storico della città, di materiale storico-artistico andato perduto. Si distinse inoltre per la nascita dell'Università di Verona, rendendo autonome dall'Università di Padova le facoltà già esistenti in città. Fu tra i principali fautori, inoltre, di uno tra i più importanti impianti di termovalorizzazione del Veneto, ultimato solo alla fine degli anni '90 nella zona di Ca' del Bue, al termine di numerose contestazioni. Ebbe inoltre un ruolo fondamentale nell'attuazione di lavori pubblici importantissimi, come per esempio il rifacimento della stazione e la circonvallazione, tutti lavori connessi con la promozione di Verona come sede dei Mondiali di Calcio del 1990. Proprio in ambito sportivo, Gabriele Sboarina ebbe un gran successo tra la gente di Verona: in molti se lo ricordano come "il sindaco dello Scudetto", complice l'unico campionato di Serie A vinto dall'Hellas nel 1985 e la passione del Sindaco per lo Stadio Bentegodi, dove seguiva sempre le partite insieme ai tifosi e alla gente comune. Possiamo concludere dicendo che, ancora oggi, è ricordato a Verona in maniera ambivalente: c'è chi se lo ricorda come un autentico innovatore, capace di lanciare progetti mai più eguagliati dai suoi successori, ma, purtroppo, esiste anche l'altra faccia della medaglia, che lo vede come il tipico politico democristiano, molto più dedito a compiere i suoi interessi che quelli della sua gente. Riccardo Padovani
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