L’arsenale cambia volto: intervista a Paolo Padovani

Subito dopo il convegno svoltosi in sala Marani con la società Italiana Costruzioni abbiamo raccolto le impressioni di uno degli organizzatori dell'incotro: il dott. Paolo Padovani Dott.Padovani, Lei è stato, assieme alla Associazione “Abitare Borgo Trento” il promotore della serata di presentazione della proposta progettuale di Italiana Costruzioni Spa, come Le è sembrata la serata? La serata ha raggiunto lo scopo per la quale è stata organizzata ovvero dare informazione su questo progetto e, per questo, va ringraziata non solo “Abitare Borgo Trento” ma anche e soprattutto la disponibilità del Dott. Attilio Maria Navarra e degli architetti Giorgio Ferrari ed Alfonso Femia per questa loro “pubblica uscita”. Era la prima volta che il progetto veniva presentato pubblicamente? Credo proprio di poter dire di sì; tranne qualche foto e vaghe spiegazioni sui giornali, poco o nulla si sapeva di questo progetto ed è per questo motivo che credo che ieri si sia data una grande dimostrazione di trasparenza (la Società proponente non è tenuta a questi dibattiti, ha cortesemente risposto ad un invito) e cortesia. Tra tanti complimenti sembra che qualcuno non apprezzi fino in fondo il progetto.. Se così fosse non ci sarebbe nulla di male, fa parte del normale dibattito democratico, ma quello che è successo ieri è ancor più spiacevole: un “Comitato per l’Arsenale” (che a me è sembrato un comitato “contro”) che invece di ascoltare e partecipare democraticamente ha dapprima volantinato, poi preteso un dibattito (inizialmente non previsto per i tempi tecnici di una esposizione progettuale) ed infine monopolizzato lo stesso con comizi, piuttosto che domande, con affermazioni anche poco cortesi nei confronti di chi ha organizzato e di chi ha fatto centinaia di chilometri per venire a parlare. Una protesta organizzata? Non voglio pensare a tanto, ma certamente pregiudiziale; la sensazione cha in tanti abbiamo avuto è di un atteggiamento chiuso a qualsiasi confronto ed analisi critica quanto invece “preconfezionato”, tipico di una certa sinistra che pretende di avere la verità in tasca, ma se ascoltassimo la quale Verona sarebbe ferma, immobile, priva di ogni possibilità di trasformazione ed evoluzione. La Sua posizione invece? Ieri sono rimasto neutro, come era giusto fosse ma, se devo esprimermi dal punto di vista strettamente personale, ritengo questa una straordinaria opportunità per la città, sia dal punto di vista architettonico, ma anche sociale ed urbanistico, senza dimenticare la parte più importante: è l’unico tra tutti quelli sinora visti, economicamente sostenibile; cioè è l’unico realisticamente realizzabile. Non si è parlato del ruolo dell’Amministrazione veronese in questa vicenda, il Suo parere? Premesso che detesto le posizioni “contro” a prescindere, a me piace giudicare i fatti; in un momento nel quale pare che dare addosso all’Amministrazione sia diventato il principale sport locale, mi sembra invece che si debba dare atto che è stata portata a Verona la più autorevole Azienda di restauro italiana con un progetto realistico e di grande importanza e di questo le persone di buon senso, politiche e non, dovrebbero essere più “aperte”. Quando a titolo personale ho criticato l’Amministrazione, penso al tema delle slot, l’ho fatto sul tema specifico come sono stato il primo a plaudire quando la questione è stata regolamentata; analogo discorso vale oggi per l’Arsenale, ma decisamente in positivo.
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