Il terzo mandato

L’attesa delle elezioni comunali del 2017 s’accompagna a quella del terzo mandato. La legge elettorale prevede che un sindaco, dopo aver svolto due mandati consecutivi, non possa ricandidarsi. Spirito della legge è il ricambio della classe politico-amministrativa. Questa norma ha una sua ratio. Prima che sindaci venissero eletti direttamente dal popolo essi venivano votati dal consiglio comunale. Con la legge elettorale vigente, tesa a garantire la governabilità, il sindaco viene eletto direttamente dagli elettori e gode per questo di poteri più ampi rispetto a quelli eletti con il vecchio sistema. Il legislatore, proprio alla luce di questi aumentati poteri del sindaco, ha ritenuto di porre il limite dei due mandati, anche in considerazione del fatto che dopo dieci anni si potrebbero produrre delle incrostazioni di potere dannose per la democrazia e la trasparenza. Nessuno ha mai contestato questo limite, se non per i comuni sotto i 5 mila abitanti, dove a volte per l’esiguità della popolazione può essere difficile trovare un candidato disponibile o all’altezza della carica. Solo a Verona, fra tutte le città italiane, si sente parlare del “terzo mandato”. Ciò accade da quando si è avvicinata la scadenza del secondo mandato di Tosi. Si tratta più che altro di una speranza che si alimenta nell’ambito dei suoi collaboratori e sostenitori che, essendo cambiato il quadro politico, altrimenti si troverebbero spiazzati e con scarse prospettive. Una speranza, appunto. Perché a leggere le dichiarazioni rilasciate in svariate occasione da quegli stessi esponenti del governo e della maggioranza che dovrebbero metterlo in agenda, farlo discutere ed approvare, del terzo mandato non se ne parla. Al contrario sia Renzi che i suoi collaboratori hanno sempre smentito questa possibilità. Anche per una questione di coerenza politica. Come potrebbe il rottamatore Renzi, che ha stabilito il massimo di due mandati per i candidati a sindaco del Pd e che l’11 giugno ha annunciato che lo stesso premier non può andare oltre i due mandati, farsi promotore del “terzo mandato” solo per far piacere a Tosi?
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