Facciamo il punto sul calcio veronese

Mentre il calcio veronese giocato è in vacanza e le questioni legate al campionato trascorso decantano è possibile affrontare con più serenità i problemi delle due principali società veronesi: il Chievo ed il Verona Hellas. Sulla prima c’è poco da dire. Si tratta di una realtà solida, collaudata, con un presidente collaudato, sicuro e con uno staff di tutto rispetto che si appresta ad affrontare un’altra stagione in serie A con buone prospettive di ben figurare ancora un volta. C’è stata qualche incertezza sull’allenatore. Maran, consapevole che è difficile ripetere i miracoli, pensava di andare in una società più importante. La stessa cosa che, mutatis mutandis, aveva fatto Mourinho dopo che l’Inter aveva vinto tutto. Sembrava fatta, ma poi, per fortuna del Chievo, Maran è rimasto. E con lui il progetto Chievo può continuare con una certa serenità. Più complicato il discorso sul Verona. La retrocessione ha comportato un premio di consolazione di 25 milioni di euro. La ratio sarebbe quella di “aiutare” la società finita in B a preparare con più facilità il ritorno nella massima serie. Solo che il Verona ha accumulato un deficit cospicuo, tanto che il regalo della Lega servirà anche per ripianarlo, sottraendo però risorse alla ricostruzione. Inoltre la caduta in B comporta il dimezzamento di tutte le entrate, fatto che influirà non poco sui progetti della società. E allora che si pone il solito problema: è mai possibile che a Verona, città ricca, non ci sia un imprenditore disposto a impegnarsi per sostenere qualche è una delle più importanti realtà del calcio italiano? Eppure, considerato il radicamento socioculturale, un ritorno ci sarebbe. Il momento è giusto. L’attuale presidenza, per quanto meritoria, non potrà durare in eterno. Diventa quindi prioritario per il futuro della società sapere cosa vuol fare, dove vuole andare. E soprattutto coinvolgere qualcuno in grado di portare nuove risorse che permettano di fare un progetto serio di medio periodo.
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