Aldo Fedeli: il sindaco della ricostruzione di Verona

Nato nel 1895 a Verona da Tullio Fedeli e Teresa Cramer, cresce allevato dalla nonna materna, a causa di un'artrite deformante che paralizzò la madre dopo il parto. Compie i suoi studi presso il Liceo Classico "Scipione Maffei", dove si diploma nel 1913. Già da liceale, manifesta una posizione neutralista nei confronti della guerra, cosa che scrive anche nel suo diario proprio nel 1913, anno del diploma. Nonostante sia contrario alla guerra, Aldo Fedeli partecipa sia alla prima che alla seconda guerra mondiale: nella prima svolge il ruolo di sottotenente, rimanendo in servizio da settembre 1915 a maggio 1916, partecipando anche alla famosa "Spedizione Punitiva" degli austriaci. Per quanto riguarda la seconda guerra mondiale, Fedeli viene richiamato alle armi nel '41, all'età di quarantacinque anni, ormai noto avvocato civilista, sposato e con un figlio: si tratta di un'esperienza che toccherà molto il futuro sindaco scaligero, poiché quest'ultimo sarà costretto a passare undici mesi in Russia e tornerà dopo aver visto in prima persona gli orrori che caratterizzarono la guerra. Nel 1945 viene eletto sindaco, con il difficile compito di valutare i danni dei bombardamenti tedeschi e ricostruire la città di Verona, praticamente rasa al suolo. Nel giro di poco tempo venne avviato il programma di ricostruzione, il quale ebbe un successo immediato: dal '45 al '50 vennero ricostruiti i ponti Catena, Nuovo, Garibaldi, Navi, San Francesco e Aleardi. L'elettricità venne fatta ripartire subito in quasi tutta la città e quasi tutte le scuole riaprirono regolarmente già da ottobre del '45. Il problema vero erano gli alloggi e così si provvide a restaurare quasi 1400 appartamenti comunali d'abitazione, oltre all'apertura di appositi uffici addetti alla regolamentazione e ricostruzione da parte dei privati. Grazie a questi provvedimenti, nel giugno del '46 erano già stati ultimati lavori in quasi mille edifici. Verona era diventata un cantiere di costruzioni e soprattutto di ricostruzioni: con l'aiuto dell'urbanista Plinio Marconi, si provvide a fornire alla città un piano regolatore, con il quale Verona vive ancora oggi, grazie all'introduzione di ampie circonvallazioni, di un decimo ponte (quello del Risorgimento) e dell'apertura verso Sud con la creazione della Zona Industriale. Dopo un lavoro del genere, il sindaco non poteva che essere riconfermato alle prime libere elezioni, che si tennero tra il 2 e il 3 giugno del '46: Aldo Fedeli uscì designato sindaco con unanime conferma, mentre la giunta degli assessori effettivi risultò composta di cinque democristiani, tre appartenenti al partito socialista, di cui faceva parte lo stesso Fedeli, e due comunisti.
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