A Casaleone in realizzazione un manufatto per lo scolo del Tregnon rispettando storia ed ambiente

In località Borghesana nel Comune di Casaleone è ben conosciuta la presenza di un antico manufatto, costituito da un doppio arco, la cui esistenza sembra risale a metà del 1500, che è stato adattato in epoca recente a ridosso dei due archi con una campata in calcestruzzo. Sul manufatto, che riveste notevole importanza quale regolatore del corso d’acqua, il Consorzio di Bonifica Veronese ha riscontrato di recente alcuni cedimenti delle murature, causati da fenomeni di sifonamento, che ne hanno pregiudicato la funzionalità idraulica.  Valutate le possibili soluzioni, si è convenuto che un qualsiasi intervento o manomissione pregiudicherebbe l’integrità della struttura. Per questo motivo, considerata l’urgenza comunque di intervenire per garantire la funzionalità idraulica di scolo e regolazione per fini irrigui ed ambientali del fiume Tregnon, il Consorzio ha progettato ed affidato i lavori di realizzazione di un nuovo manufatto, a valle di quello esistente. Il nuovo manufatto di sostegno è stato progettato ponendo particolare attenzione al rispetto del paesaggio circostante, all’ambiente in cui si colloca ed in particolare nel rapporto con la vicina e storica corte Borghesana. La muratura, di forma la più pura possibile, è infatti pensata proprio per mimetizzarsi nell’ambiente individuando geometrie che coesistono fra loro in rapporto armonico. Il locale tecnico, invece di essere realizzato sotto forma di  baracca, come d’uso, e collocato nell’intorno senza legame né con il contesto né con il manufatto di sostegno, viene integrato nel profilo delle murature. Proprio al fine di ridurre al massimo ogni impatto visivo sul paesaggio. La scelta cromatica, pensata per legare l’opera antica alla contemporaneità, consiste in uno sforzo tecnologico di ossequio del nuovo manufatto rispetto alla maestosità degli edifici della corte Borghesana, che dal ‘500 circa sino all’800 ha subito continue trasformazioni, rimaneggiamenti e adattamenti. “Si è, infatti, chiesta la consulenza del Prof. Pietro Zennaro dell’Università Iuav di Venezia, esperto di colore in architettura”, spiega l’ingegner Alberto Piva del Consorzio, “ per ottenere una soluzione tecnica che unisse la necessità dell’uso del calcestruzzo da mettere in rapporto con il colore dell’ambiente e dei manufatti storici, individuando una tipologia di calcestruzzo colorato in pasta del colore del mattone”.  Nel nuovo manufatto verrà, inoltre, installata una paratoia a doppio settore larga 5 metri ed alta 3 metri, che sarà gestita da sistema un telecontrollo per la regolazione in automatico e la gestione a distanza. I lavori, consegnati all’impresa esecutrice questa mattina e che hanno un costo complessivo di 350mila euro, verranno completati con la fine del prossimo luglio.
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