Riapre la stagione irrigua per l’agricoltura veronese

Torna la primavera e riparte la stagione irrigua per l’agricoltura veronese. Si accinge infatti a riaprire i rubinetti da lunedì 18 aprile il Consorzio di Bonifica Veronese, che serve una superficie complessiva di quasi 160mila ettari su ben 66 Comuni della provincia di Verona. Durante la stagione irrigua, cha va da aprile a settembre, il Consorzio riesce ad erogare ai terreni del veronese circa 3 milioni e mezzo di metri cubi di acqua al giorno, 40 metri cubi al secondo. Uno sforzo enorme che, oltre a permettere tramite l’irrigazione l’attività e la sopravvivenza di migliaia di piccole e grandi aziende agricole – che altrimenti semplicemente non potrebbero esistere – porta con sé il grande valore aggiunto di contribuire in maniera importante, tramite la filtrazione dell’acqua nel sottosuolo, all’incremento delle falde. Falde che senza il lavoro del Consorzio vedrebbero un progressivo impoverimento a causa dei cambiamenti climatici che registrano un aumento delle stagioni siccitose. Quindi l’irrigazione come servizio prezioso per l’agricoltura ma anche per l’intera comunità. Qualche numero, più di qualsiasi ragionamento, rende l’idea della capillarità del servizio irriguo fornito dall’ente che ha sede in Strada della Genovesa a Verona. La rete irrigua artificiale a gravità ha uno sviluppo di 1.400 km su canali a cielo aperto, canalette e tubazioni in cemento armato. A questa si somma la rete irrigua in pressione che si articola in circa 1.000 km di condotte. Vi è poi l’irrigazione di soccorso, praticata nelle zone ex Alto Tartaro e Valli Grandi mediante una rete di canali e fossi promiscui che ha uno sviluppo complessivo di circa 1.550 km. “Grande è anche lo sforzo continuo del Consorzio per il miglioramento tecnologico della distribuzione dell’acqua”, spiega il Presidente del Consorzio Antonio Tomezzoli, “soprattutto attraverso la realizzazione di impianti a pressione che permettono un’assoluta razionalizzazione della fornitura dell’acqua ai terreni, riducendo quasi a zero i rischi di spreco di questa preziosa risorsa. Nel mese di maggio verrà ad esempio inaugurato il nuovo impianto della Valpolicella, a servizio di circa 200 aziende agricole”. Importante segnalare poi, in tempi di ristrettezze energetiche, che il Consorzio di Bonifica Veronese a fronte di un consumo elettrico medio annuale di 9 milioni di kWh (per il 90% assorbito dagli impianti irrigui), è in grado di produrre autonomamente circa 3,28 milioni di kWh da fonti rinnovabili, di cui 3 milioni di kWh da energia idroelettrica e 280mila kWh da solare fotovoltaico, mitigando di molto il fabbisogno che l’ente è costretto ad acquisire dall’esterno.
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