Ecco chi paga le sanzioni alla Russia

Molte volte uno pensa: ma che cosa vuoi che me ne importi a me di quello che dicono al telegiornale, di quello che accade lontano da casa mia. Ho ben altro da pensare io! Io devo lavorare, devo badare agli affari miei, non a quelli degli altri. Non me ne frega niente di quello che fanno i miei vicini, figurarsi che cosa me ne può fregare di quel che accade in Ucraina o in Russia o in America. Quante volte si sono sentiti discorsi del genere. Quante volte anche tu avrai pensato più o meno così. Sembrerebbe una cosa quasi normale. Della serie: ognuno si faccia i fatti suoi. Di problemi, noi, fra tasse, Inps, Equitalia, bollette, ricevute bancarie, mutui ecc. ne abbiamo già abbastanza, senza doverci occupare dei problemi degli altri. Tanto più se lontani. E invece è sbagliato. Non è più così. Chiedetelo a Bovolone o Cerea, distretto del mobile. Zona fiorente della bassa veronese, dove fino a ieri c’era benessere, piena occupazione e risparmio fondati, come la Repubblica, sul lavoro. Quando c’era. Eh sì, perché ora non ce n’è quasi più. E le aziende chiudono. E i posti di lavoro saltano. Anche se Renzi racconta che la disoccupazione diminuisce. Perché le aziende chiudono e i posti di lavoro saltano? C’è forse qualcuno che lavora meglio e fa concorrenza? Nossignore. Nessuno contesta la bravura dei nostri artigiani, diventati a volte piccoli e medi industriali. Chiudono perché lavorano meno in quanto non possono più esportare in Russia a causa delle sanzioni contro quel paese volute dall’America, dall’Europa e dal governo italiano per via dell’Ucraina. Gli artigiani di Bovolone e Cerea sono molto apprezzati in Russia. E i magnati pieni rubli fin sopra i capelli, quelli che chiamano anche “oligarchi”, amano arredare le loro lussuosissime case con i mobili e le boiserie disegnate e realizzate dalle nostre parti. E le pagano bene! Anzi: le pagavano. Perché adesso, con le sanzioni volute dagli Usa, non è più possibile esportare nulla di tutto ciò. E così tutto un distretto entra in crisi.
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