Argini dei fiumi sempre più fragili a causa delle nutrie

“La presenza delle nutrie costituisce un’emergenza che diventa più impellente giorno dopo giorno”. Ad affermarlo è il Presidente del Consorzio di bonifica Veronese Antonio Tomezzoli.
Il Consorzio da tempo sta conducendo una campagna volta ad ottenere misure definitive per il contenimento dei roditori nella pianura veronese. “Stiamo affrontando una situazione ormai gravissima”, afferma Tomezzoli, “ anche perché da mesi non ci sono più azioni volte a contrastare la diffusione di questi animali, che creano consistenti problemi per quanto riguarda la sicurezza degli argini, visto che scavano al loro interno le proprie tane. Dobbiamo spendere almeno 150mila euro all’anno per chiudere, nel periodo dell’irrigazione, almeno tre fontanazzi alla settimana causati dai fori realizzati dai roditori”, prosegue Tomezzoli. “Un’operazione che il Consorzio Veronese effettua lungo tutti i 2.550 chilometri di argini dei 671 corsi d’acqua di sua competenza, in particolare nei tratti che attraversano la Bassa. Un costo significativo ma non risolutivo. Purtroppo, con questi interventi, gestiamo solo le emergenze visto che manca un piano volto ad affrontare in maniera organica la questione. Il problema continua a peggiorare”, conclude Tomezzoli, “ed il paradosso è che la scarsità di precipitazioni, che per i consorzi di bonifica dovrebbe essere un dramma, da noi è quasi una benedizione, visto che il mancato innalzamento dei livelli delle acque nei canali fa si che non si verifichino i possibili problemi legati alle tane dei roditori”.
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