In Valpolicella conclusi i lavori del nuovo impianto irriguo in pressione al servizio di duecento aziende agricole

Si sono conclusi da poco e senza alcun ritardo in Valpolicella i lavori di posa in opera dei 40 km complessivi del nuovo impianto irriguo in pressione iniziati lo scorso anno.

La nuova rete di condotte interrate, che sostituisce le vecchie canalette in cemento risalenti al dopoguerra, va a servire circa 600 ettari di campagna fra Domegliara e Negarine, nella zona del pregiato Valpolicella DOC, coinvolgendo circa duecento proprietà agricole di varia dimensione. Le tubazioni posate sono in ghisa sfeoroidale per i diametri da 250 a 600 mm e in polietilene ad alta densità (PEAD) per i diametri da 125 a 200 mm. L’impianto dispone anche di un poderoso sistema di filtrazione a doppio stadio per eliminare gran parte dei sedimenti contenuti nell’acqua del fiume Adige. Ad oggi rimangono solo da posare i quadri di comando delle nuove elettrompompe presso la centrale di Ponton e quindi, dal 15 aprile, con la disponibilità dell’acqua in concessione e con l’apertura della nuova stagione irrigua, inizierà il collaudo idraulico con il graduale riempimento dell’impianto. I lavori hanno un costo complessivo di 4 milioni di euro, comprese le indennità di servitù di acquedotto che è stato necessario stipulare con i proprietari. Scopo del nuovo impianto è quello di fornire un servizio adeguato alle moderne esigenze delle aziende agricole e vitivinicole, con estensione del servizio a molte zone sinora sprovviste di irrigazione senza alcun aumento della portata d’acqua derivata, grazie alla maggiore efficienza del sistema irriguo localizzato. Importante segnalare che, contemporaneamente ai lavori, si è svolta anche una campagna di scavo archeologico in collaborazione alla Soprintendenza Beni Archeologici di Verona. Si è scoperto, infatti, che sotto ai vigneti di oggi un tempo era insediato un importante luogo di sepoltura. In un terreno agricolo ai piedi della collina del Cariano gli scavi effettuati dagli escavatori del Consorzio di Bonifica e dagli archeologi della società cooperativa Multiart di Verona, con il coordinamento della Soprintendenza, hanno riportato alla luce sepolture di epoca romana che confermano l’esistenza di una necropoli ai bordi della Claudia Augusta, l’antica via che collegava l’Italia alle zone d’Oltralpe.

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