Al via la riqualificazione del centro storico della veneziana Cologna Veneta

Il centro storico della veneziana Cologna Veneta sta per essere riqualificato e portato all’antico splendore.

La Regione Veneto, infatti, ha deciso di assegnare all’Amministrazione comunale, guidata dal primo cittadino Silvano Seghetto, un finanziamento per riqualificare il cuore pulsante della città, ovvero piazza Duomo. La Giunta regionale ha, pertanto, assegnato 600mila euro al Comune per il rifacimento della piazza centrale e delle aree adiacenti, all’interno del perimetro delle antiche mura, da finanziare con le risorse europee del Fondo per lo sviluppo e la coesione. A questa importante cifra l’Amministrazione comunale ha deciso di aggiungere altri 100mila euro mediante l’accensione di un mutuo. Questo importo dovrà servire per redigere i progetti e ad eseguire i lavori di rifacimento della pavimentazione del centro storico.

In questo modo verranno rimesse a nuovo piazza Duomo, via Da Vinci, via Anti, via Marconi e piazza Mazzini. In queste piazze e strade il porfido è ormai deteriorato e nel tempo si sono creati numerosi avvallamenti, pericolosi sia per i mezzi in transito che per i pedoni. Nelle intenzioni della Giunta comunale, le pavimentazioni in porfido sia di piazza Duomo che di via Da Vinci verranno completamente rifatte. Il cantiere aprirà di sicuro entro quest’anno e durerà per più di sei mesi.

L’intero centro urbano di Cologna Veneta, un tempo era racchiuso dalla cinta muraria scaligera, formata da dodici torri e dalla rocca, che costituiva una fortezza quadrangolare. Dopo la conquista di Padova da parte del Regno Longobardo nel 602 tutto il territorio colognese fu occupato dal Ducato di Vicenza. Nel 1256 Cologna si ribellò al dominio di Ezzelino da Romano. La resistenza fu guidata da Jacopo Bonfado e terminò con la disfatta dei colognesi. Nel 1406 il doge di Venezia Michele Steno decretò l’aggregazione di Cologna al Sestiere Dorsoduro di Venezia, per porre fine alle sanguinose contese tra le Signorie locali. Cologna rimase veneziana fino alla caduta della Serenissima nel 1797. Nel 1882, dopo l’ennesima esondazione del fiume Guà, nome preso dall’Agno nel suo percorso attraverso Cologna, le autorità cittadine decisero di deviarne il corso. I lavori ebbero termine nel 1904. Nel corso degli scavi per lo spostamento dell’alveo, fu rinvenuta, nella frazione di Baldaria, una cospicua collezione di materiali preistorici, che consentì la nascita del Museo civico archeologico di Cologna Veneta, che si trova in piazza Duomo nell’ex Monte di Pietà. Ma la piazza centrale del paese dalla grande acustica (i Pooh vi hanno registrato un album dal vivo durante un loro concerto), ha in uno dei suoi quattro lati il maestoso duomo che le ha dato il nome. Questo edificio religioso, neoclassico, è stato costruito nel 1807, su progetto di Giannantonio Selva, autore anche del Teatro La Fenice di Venezia, e di Antonio Diedo, al quale si deve il campanile laterale fatto ad imitazione di quello di San Marco a Venezia. La facciata è costituita da un corpo decorato con un bugnato liscio aperto da tre ingressi architravati, di cui il centrale, il portale maggiore, reca anche un timpano orizzontale. Sulla destra, distaccato, vi è il campanile di stile veneziano, coronato da cuspide ottagonale, aperto da tre finestre centinate e dotato di una bella e spaziosa cella campanaria, decorata da due colonne di ordine dorico poste appena affianco ai piedritti e sopra una balaustra. L’interno, invece, è voltato a botte ribassata e custodisce importanti testimonianze d’arte come una pala di Bartolomeo Montagna (1522), un crocifisso d’avorio di Andrea Brustolon (1760) e notevoli arredi e paramenti sacri, presenti in sacrestia. Lì vi è conservata anche una collezione di merletti opera del monastero delle suore cappuccine di Cologna. Una volta riqualificata la piazza sarà ad uso esclusivo dei pedoni.

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