San Giovanni Ilarione: come la tecnologia aiuta la coltivazione della ciliegia

A San Giovanni Ilarione si è tenuto un convegno che ha fatto il punto sule nuove direttive d’azione per fare sviluppo in cerasicoltura partendo dalla ricerca. Inoltre, si è parlato di Innocer, ovvero Innovazioni di prodotto e di processo per una coltivazione della ciliegia di qualità, ricerca finanziata dalla misura 124 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Veneto.

Questo progetto, orientato all’aumento della sostenibilità e della qualità della produzioni, ha individuato i suoi ambiti di indagine in tre aree di ricerca. La prima parte dallo studio sui cicli brevi di produzione delle piante in vivaio, esamina le tecniche per migliorare la qualità delle piante e studia le innovazioni varietali con nuovi materiali vivaistici. La seconda area di ricerca guarda ai nuovi sistemi di impianto ad alta densità con coperture e coltivazione sotto tunnel con teli antipioggia e teli riflettenti mentre l'ultima azione è orientata al miglioramento della qualità delle ciliegie veronesi. Non è un caso, infatti, che le ciliegie della Val d’Alpone siano viste, ora, con un occhio diverso : da fonte integrativa di reddito a fonte primaria anche attraverso le nuove tecnologie.

L’innovazione tecnologica, pertanto, è la chiave di volta. “La ricerca”, ha detto Guglielmo Costa del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna, “ha già trasformato ciò che un tempo era considerato un punto critico in un vantaggio. Le nuove coperture vantano funzioni più ampie e grazie ai film plastici filtranti di nuova generazione, che hanno pure effetto anti-cracking e consentono il controllo della maturazione, riescono a migliorare la qualità dei frutti bloccando, nel contempo, lo sviluppo di fitopatie”. Inoltre, le caratteristiche indotte sulla maturazione, sono state monitorate sia in pianta che alla raccolta con l’impiego del “cherry-metro”, una strumentazione che consente di valutare l’andamento della maturazione dei frutti senza distruggere il campione di ciliegie esaminato.

Ma non è tutto. In Val d’Alpone si stanno sperimentando anche nuove varietà. Una su tutte la “Sweet”. L’Università degli Studi di Bologna, infatti, ha scelto Montecchia di Crosara come campo sperimentale per la coltivazione di una nuova varietà di ciliegia. Si tratta della “Sweet”, nata dall’unione di cinque ciliegie gemelle : Durone e Vignola italiane e statunitensi. Sweet ha dato, pertanto, vita a Aryana, Lorenz, Gabriel, Saretta e Valina che si distinguono unicamente per via della differente tempistica di maturazione. Infine, Sweet è una ciliegia che quintuplica il tempo di disponibilità sul mercato arrivando a coprire il calendario di raccolta per 30-40 giorni.

Nel territorio di Montecchia di Crosara sono stati vocati a Sweet due appezzamenti, ognuno dei quali di circa 1500 metri quadrati.  La sperimentazione, iniziata da poco, durerà almeno dieci anni. Un vantaggio? “Questa varietà”, ha spiegato Stefano Lugli, responsabile del programma di innovazione varietale sul ciliegio portato avanti dall’ateneo bolognese, “è nato per dare sicurezze ai coltivatori grazie alla produttività elevata e costante e con frutti di grosso calibro. Questo rappresenta un vantaggio anche per le aziende di lavorazione in quanto garantiscono forniture costanti nel tempo di prodotti di alta gamma e un prodotto di alta qualità per i consumatori”.

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